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Mercoledì, 17 Luglio 2019 17:15

Le signorine per bene imparino a stare meglio

Sono cresciuta nella convinzione di dovei nascondere Ie emozioni: imbarazzanti, inaccettabili. Ma poi é bastato un massaggio shiatsu…

PREMESSA: IO NON PIANGO! Sono stata  educata alla compostezza, nella discutibile convinzione che l’espressione dell’emotività sia una pratica disdicevole volgare, imbarazzante e pertanto da evitare con estrema cura. Una signorina per bene, in base ai precetti ricevuti durante l’infanzia, é maestra dell’autocontrollo:  non ride sguaiata quando è contenta, non si lamenta quando é stanca, non esibisce la propria disperazione di fronte alla sventura. Una signorina perbene  plana lieve tra i suoi simili  non arrecando noie, fastidi o turbamenti.

Ho cercato nel tempo di scrollarmi di dosso quel modcllo troppo stretto per contenere l’inquietudine, troppo freddo per abitarci, troppo scomodo per esserc liberi. Ho cercato di somigliare a chi, diversamente da me, aveva il coraggio di mostrarsi nudo. Non ci sono riuscita, non come avrei voluto. Perché i precetti ricevuti da piccoli hanno radici profonde e inestirpabili, un terreno fertile per germogliare rigogliosi c un orizzonte lungo per lasciare solchi indelebili.

Cosi avanzo lungo la mia strada, simulando un incedcre marziale, fingendo di essere d’un pezzo, senza scompormi. Se inciampo mi rialzo subito, se mi inceppo riparto, se mi rompo lo nascondo. Ho imparato l’accoglienza, la gentilezza, i sorrisi. Mi infurio di rado, non mi lagno, condivido il bello, trattengo il brutto, come un bravo soldatino, come la signorina perbene a cui dovevo somigliare da ragazzina.  Eppure non funziona sempre. Periodicamente si fa fatica, si e stanchi: gli ostacoli sembrano in- sormontabili, i doveri intollerabili, le richieste eccessive, la fuga l’unica, seppur impraticabile, soluzione. Vari mesi fa un’amica mi regalo un massaggio shiatsu. Poiché, nel libretto d’istruzioni della signorina perbene di cui sopra, il massaggio rientra nella categoria “rinunciabili mollezze”, e la cura di sé e ammessa solo in caso di emergenze mediche, ho tergiversato a lungo prima di decidermi a usare quel buono  omaggio che occhieggiava in un angolo della mia scrivania. Poi un sabato, al termine di una settimana complicata, ho rotto gli indugi e mi sono ritrovata sdraiata su un futon, abbandonata al mio sfinimento e alle mani di una sconosciuta che, guardandomi negli occhi, mi ha detto: <<Raccontami». Sono stata evasiva, quasi spiccia (<<Non ho alcun problema», ho concluso bugiarda e frettolosa), poi ho chiuso gli occhi e, per oltre un’ora, ho lasciato che fosse lei a occuparsi di me. Riemersa, mio malgrado, da quella bolla di beatitudine e  rilassamento, raramente sperimentati prima, mi sono sollevata, la vista annebbiata,   sensi ottusi e grati. <<In effetti, da quello che ho potuto cogliere io, hai ragione: non ci sono particolari problemi. Sei sana. Stai bene», ha detto, mentre un lampo scettico attraversava il suo sguardo azzurro. <<Eppure, da un punto di vista emotivo, mi pare che...». ha proseguito. E mentre mi aggrappavo al mio scetticismo positivista e mi ripetevo che quella donna nulla poteva sapere di me e della signorina perbene con cui ero cresciuta, ho vacillato smarrita. E così, seduta su un futon davanti a una sconosciuta, sono scoppiata in un pianto  incontrollato e inatteso, sfuggito alle maglie strette della mia corazza. Ho pianto perché ero stanca, perché ero al centro, perché stavo bene, perché non avevo mai pianto prima. Ho pianto per me, che di me mi ero dimenticata. Ho pianto, ho pianto per tutte le volte che ho tirato su con il naso. Ho pianto perché per un attimo mi sono vista da fuori: fragile, sfinita, perbene, un po’ nevrotica. Ho pianto perché pensavo di non esserne più capace. E dopo, un po’ imbarazzata, mi sono scusata.. <<Va tutto bene», ha detto lei. Sembrava convinta. E ha convinto anche me.

 Claudia de Lillo dal 2010 racconta su D la sua - e nostra - vita di donna, mamma, blogger (nonsolomamma.com). Ha ricevuto l’onorificenza di Ufficiale della Repubblica per aver inventato il personaggio di Elasti. Il suo ultimo libre e Mna sem? (Mondadori).